La scomparsa di Mirella Gregori e Emanuela Orlandi: intervista allo scrittore Mauro Valentini

Intervista esclusiva a Mauro Valentini, giornalista e scrittore, consigliere e addetto stampa di Penelope Italia, Penelope Lazio Onlus, associazione da sempre impegnata nella ricerca di persone scomparse. Da sempre Mauro Valentini chiede verità e giustizia sia per la scomparsa di Mirella Gregori che per quella di Emanuela Orlandi, dopo 36 anni di depistaggi, lacune, intralci e superficialità.

Mauro, il tuo ultimo libro “Mirella Gregori. Cronaca di una scomparsa” (Sovera edizioni) offre una prospettiva diversa su Mirella Gregori e sulla sua scomparsa. Una indagine, non solo un libro. Che cosa è successo quel 7 maggio 1983?
“Quel 7 maggio Mirella viene portata via da qualcuno che lei conosce e di cui si fida. Qualcuno che le citofona e la convince a scendere. Qualcuno che prima la sopprime e poi ha la grande fortuna di farla franca. Condannando al mistero e all’assenza la famiglia della ragazza da allora fino a oggi. Ricordiamo che le due ragazze (Orlandi/Gregori) sono legate anche dalla stessa età. Un caso? Si per me si. Quello stesso periodo molte altre furono le scomparse di minorenni a Roma. Ragazze di cui non si è mai parlato perché mai assunte alla cronaca come Mirella e Emanuela”.

Perché, inevitabilmente, la scomparsa di Mirella è legata indissolubilmente alla scomparsa di Emanuela Orlandi, avvenuta il 22 giugno dello stesso anno?
“Perché a un certo punto i finti rapitori di Emanuela, che con telefonate e lettere farneticanti cercavano di accreditarsi come autori del misfatto iniziano a scrivere che hanno anche Mirella. Da quel momento le indagini accomunano in maniera miope le due storie condannandole al nulla investigativo”.

Qual è il tuo punto di vista sulle due scomparse?
“Per me, dopo aver letto e ascoltato ogni sospiro di questa indagine, le due sparizioni sono due atti criminali distinti e che non avevano lo scopo che poi è arrivato attraverso i finti rapitori. In sintesi, sono due vicende delittuose che sono state usate da alcuni per confondere e giocare una partita interna al vaticano”.

Alessandro, amico all’epoca di Mirella Gregori, è un’esca, un gancio, un nome su cui lavorare maggiormente da parte degli inquirenti?
“Andava lavorato molto di più su quel nome, sì. Per me quel nome è la chiave di tutto. Non dico che sia coinvolto sicuramente l’amico di Mirella con quel nome, ma quel nome è fondamentale”.

Oggi è una giornata molto importante: il Vaticano ha autorizzato l’apertura delle due tombe vicine, nel cimitero teutonico, presso il Vaticano. Cimitero, tra l’altro, molto vicino e prossimo al luogo della scomparsa di Emanuela Orlandi. La tomba, lì “dove guarda l’angelo”, sembrerebbe manomessa; ti sei fatto una tua opinione?
“Il fatto che quella tomba sia vuota, per me è un ulteriore tassello di mistero e una ulteriore riprova che qualcuno all’interno delle mura vaticane custodisca segreti ancora oggi inconfessabili . Legati a Emanuela o al ricatto perpetrato in nome di quella scomparsa. Se la tomba è vuota significa che qualcuno l’ha svuotata…”.

Cosa rimane di Mirella? Un vuoto investigativo e che altro?
“Mirella è l’esempio terribile e da manuale della assenza di progetto e metodo investigativo della sua epoca. Ora sarebbe stato tutto diverso. Ma all’epoca nessuno la cercò veramente”.

Mirella è stata trattata come una “scomparsa volontaria”?
“Sì, appunto. Trattata come una scomparsa volontaria e quindi mai cercata”.

Insieme alla sorella Antonietta, sei alla ricerca di verità e giustizia da 36 anni. Come viene affrontata la scomparsa di una persona, nelle prime ore fondamentali? Le classiche 48 ore che passano prima di presentare una denuncia, 48 ore canoniche fondamentali. C’è una legge del 2012 voluta proprio da Penelope Onlus, parliamone. Legge che obbliga le forze dell’ordine ad accogliere immediatamente la denuncia di una persona scomparsa.
“Esattamente. Ora grazie alla legge voluta da Penelope Italia la denuncia va accolta immediatamente. Quelle 48 ore di attesa non esistono più e sappiamo appunto quanto sia importante iniziare subito le ricerche”.

Il Vaticano con oggi ammette che ci possano essere responsabilità interne. Che cosa ne pensi?
“Penso che non ammetterà mai responsabilità interne, figuriamoci”.

Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, da sempre impegnato nella lotta per la verità sulla scomparsa della sorella. Sei molto vicino a lui, da sempre alla ricerca della verità per sua sorella Emanuela. Pietro Orlandi stesso riferiva ancora ieri che “finalmente” c’è un segnale di apertura da parte del Vaticano. I possibili sviluppi di oggi, coinvolgeranno anche la storia di Mirella Gregori?
“Credo che quello che accadrà dopo la scoperta della tomba vuota potrebbero finalmente tracciare un solco tra le due storie. Perché come dice Pietro nelle nostre discussioni sui due casi: se i due casi si separeranno dal punto di vista investigativo, potremmo forse finalmente scoprire la verità”

About the author

Alessandra Paparelli, speaker professionista a Radio Italia Anni 60 Roma, 100.5 FM e canale TV, speaker a Radio Kaos Italy, The web Station, Radio Città Aperta. Tanti anni in radio come redazione, ufficio stampa e marketing, Radio Spazio Aperto, Radio Rock e altre emittenti romane. Collaboro con SitoPreferito, collaborazioni con Roma Est Magazine, Extra Music Magazine, Blasting News e Telegiornaliste.com.

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