“Tutti ricoperti di terra e di pietre, stavamo in attesa”: Monterotondesi nella Grande Guerra, in un libro di Angelani e Prosperi

La ricorrenza dei Cento anni dall’armistizio della Prima Guerra Mondiale, ha costituito motivo di celebrazioni in tutto il Paese e di interesse commemorativo su alcuni degli oltre cinque milioni di italiani coinvolti nel conflitto. A questo stimolo non è venuta meno la comunità di Monterotondo, che ha potuto conoscere i 600 cittadini arruolati nello storico evento grazie all’attenta ricerca di ricostruzione sulla loro esperienza militare, curata da Enrico Angelani e Edgardo Prosperi e raccolta nel libro: “Tutti ricoperti di terra e di pietre, stavamo in attesa”.

Una sala gremita di pubblico per la presentazione ufficiale, avvenuta il 15 dicembre presso il Teatro Ramarini, a cui hanno ufficiato i rappresentanti delle istituzioni Mauro Alessandri, Ruggero Ruggeri, Antonino Lupi e Riccardo Varone, lo storico Gastone Breccia. Brani tratti dal volume sono stati letti da Luigi Pulone e Massimiliano Prosperi. L’evento è stato condotto da Marcello Ciabatti, riprese e interviste di Franco Maggio, con gli interventi musicali di Luca Villani, Silvia Mirarchi e degli Ottoni della banda eretina diretta da maestro Luigino Leonardi.

Filo conduttore dell’opera i diari di guerra di due monterotondesi, peraltro amici, Mazzini Angelani e Omero Mancini. Partiti da Monterotondo nel settembre 1916 appena diciannovenni affrontarono con difficoltà quattro anni di dure esperienze belliche, specialmente in trincea. A testimoniarlo, in aggiunta ai due bei diari, anche 60 lettere scritte in quegli anni tra Mazzini, i familiari e i suoi amici.

Dagli esiti della visita di Leva dei Registri del Comune di Monterotondo per le classi mobilitate dei nati dal 1875 al 1899, si desume indirettamente la condizione di disagio economico e sociale della popolazione, prevalentemente contadina. Le statistiche ci dicono che il reddito pro-capite di allora era otto volte inferiore a quello di oggi. Era alta la percentuale dei riformati per deficienza toracica, gracile costituzione e bassa statura (inferiore a cm 154) che subivano, poi, il dileggio con l’epiteto di “Scarti di Vittorio” (in riferimento al Re Vittorio Emanuele III).

Sorprendente è stato il recupero, presso l’Archivio storico dell’ ICM di Monterotondo, delle foto in formato grande di 36 monterotondesi tra 60 caduti. Riprodotte da Paola Angelani in formato stampa, anche se deteriorate, riescono ancor meglio ad emozionare per la testimonianza visiva che forniscono quei giovani volti (ragazzi del 99) mandati a combattere.

La ricerca ha portato al reperimento di alcuni reperti militari che testimoniano quanto il conflitto possa ben definirsi una guerra di baionette contro mitragliatrici e cannoni, con il terrore per i nostri combattenti derivante dall’uso illecito che fu fatto dei gas asfissianti, dei lanciafiamme e degli shrapnel. Non meno minacciosi furono i cecchini, fucilieri con binocolo che sparavano da nascondigli invisibili. Un inferno per i soldati di tutti le Nazioni belligeranti della guerra, battezzato con il termine asettico di guerra di posizione.

Nel libro si evidenzia anche il dibattuto tema che contrappose interventisti e pacifisti. La divisione investì anche i monterotondesi. Dalle lettere si desume che Paolo, padre di Mazzini, da vecchio socialista fu critico all’entrata in guerra dell’Italia (subirono censura le sue lettere al figlio), pure se poi esultò per la Vittoria del 4 novembre scrivendo al figlio, ancora al fronte:

“L’orgoglio tedesco è abbattuto per sempre, e 3 imperi sono scomparsi dalla superbia della terra. E l’Italia, la Cenerentola, da sola con 51 Divisioni due inglesi ed una Francese ed un reggimento di Americani, contro 74 Divisioni Austro Ungariche, hanno strappato tutte le terre irredenti nelle mani di quell’Austria che dettò il Giammai”.

Speranza che, dopo appena 20 anni, andò infranta. L’Europa provocò un’altra e più immane guerra decretando definitivamente la perdita della sua millenaria egemonia in tutti campi, specie in quelli dell’arte, della scienza e delle idealità.

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Critica d’arte, pittrice, accanita lettrice. Collabora da sempre nell'organizzazione di varie manifestazioni artistiche, ama il cinema e scrive recensioni. Attratta dall’esoterico, narratrice, poetessa. I suoi racconti hanno un’aurea gotica. Ed è pure una mamma a tempo pieno.

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