Tra le vie di Mentana con Gianni Mauro, cantante, scrittore, artista. Dalle collaborazioni eccezionali ai Pandemonium, dai libri al cinema

E’ facile incontrarlo per strada con sua moglie Pina o, come la chiama lui scherzosamente, “A poraPina”, compagna d’avventure e consorte paziente, che addirittura in viaggio di nozze lo accompagnò in oltre 60 tappe di uno dei suoi tanti tour.

Sempre sorridente, cordiale, alla mano, a Mentana lo conoscono tutti. Gianni Mauro: cantante, autore di innumerevoli successi discografici, scrittore.

Artista storico e a tutto tondo, vanta collaborazioni eccezionali con Gabriella Ferri, Rino Gaetano, Gino Bramieri, Gigi Proietti, Pippo Franco, Vittorio Marsiglia, Oreste Lionello, Renato Rascel, solo per citarne alcuni.

Ha firmato brani di fama mondiale, sigle di programmi televisivi e radiofonici, colonne sonore per il cinema e, ovviamente, per i suoi Pandemonium.

Gli chiedo della grande novità: l’attuale esperienza cinematografica. Si illumina in volto. Mi racconta del film, interamente girato nella sua terra. Dell’orgoglio, essendo tra i protagonisti di “Silicio Nero” (a breve nelle sale) e anche dell’emozione data dalla prima volta, nonostante sia abituato a calcare le scene dei maggiori teatri, attore brillante e di rara vis comica.

Ci prendiamo un caffè a casa sua. Deliziosa, accogliente, immersa nel verde, un vero paradiso terrestre per l’adorata gattina. Parliamo della fruttuosa attività letteraria, per la quale è invitato ovunque. Teatri, sale convegni e librerie diventano un palcoscenico ideale, dove i testi prendono vita e la presentazione dei suoi libri uno show da non perdere!

Come nella migliore tradizione del Teatro Canzone di cui è Maestro, Gianni Mauro intervalla la lettura, i commenti e la narrazione forbita a brevi recital di sue canzoni, spassosi racconti, ricordi della lunga carriera artistica.

Dalla narrativa alla poesia, forte delle doti da attento biografo, ne è esempio la recente Una voce che ha emozionato il mondo (su Bruno Venturini), Gianni Mauro è un artista prolifico, fluido e fantasioso. Scrittore, autore teatrale, interprete dalle mille sfaccettature, quasi non si contano i premi e gli importanti riconoscimenti che ha ricevuto, l’ultimo a Spoleto in occasione dell’ambitissimo premio internazionale “Spoleto Art Festival 2017”, dove gli è stato consegnato il prestigioso premio alla Carriera e ha svelato un prossimo progetto a quattro mani.

Mi regala il suo ultimo libro, “L’agenda verde. Storielle orientativamente disorientanti”, rara prova di stile con richiami a Gogol, visionario e fantastico, ricco di paradossi e metamorfosi dei personaggi.

Osservo le pareti, gli scaffali, la traboccante biblioteca e tra i volumi noto, in bella mostra, alcuni titoli che lo hanno reso celebre: I Momenti perfetti di Majorie, La cameretta dei pensieri scomposti, La pistola di Cechov, Una folata di vento, La quadratura del cerchio, Isolina e il momento perfetto.

Proseguiamo il piacevole incontro con la storia dei Pandemonium, il gruppo che aprì la strada a quel genere poi definito demenzial-surreale, forse a tutt’oggi tra gli unici e accreditati esponenti del Teatro Canzone, che vide in Giorgio Gaber il massimo portavoce.

Indimenticabile fu la loro prima apparizione “pubblica” sanremese. Gianni Mauro già vi aveva partecipato con Rino Gaetano portando al successo la famosa Gianna, ma nel 1979 i Pandemonium sconvolsero il Festival con la strepitosa e irriverente “Tu fai schifo sempre”, il clamore fu tale che divenne l’hit radiofonica di quell’anno.

Nati nel 1976, la loro carriera continua senza sosta fino ai giorni nostri, con una lunga serie di spettacoli, recital, revival: da “In un vecchio palco della scala” in cui ripercorrono i fasti del glorioso Quartetto Cetra (la critica li definì i degni eredi) alla parodia di Notre-Dame de Paris trasformata ne “Il Gobbo delle nostre dame”, agli eccezionali omaggi proprio a Giorgio Gaber o Gabriella Ferri.

Gli episodi che mi racconta sono tanti, a volte inediti, tutti divertenti: dalla collaborazione iniziata addirittura nel 1978 col grande Gigi Proietti e seguitata negli anni (da ricordare le stagioni 1985/86 e 87 con Gino Bramieri) a quella con Pippo Franco, spesso regista dei loro spettacoli, fino al già citato Oreste Lionello e Renzo Arbore.

Mentre ascolto l’occhio mi cade sui dvd, i cd, i dischi, una miriade. Mi incuriosisce quello di una sua incisione e in un battibaleno Gianni la mette su, si tratta del “Canto Malinconico”, esilarante canzone umoristica scritta per Vittorio Marsiglia, altro grande nome del teatro italiano, considerato il principe della Macchietta.

Gianni Mauro vive a Mentana da circa quarant’anni. Ha girato il mondo fino alla lontana Cina, dove sua figlia studia. Ha vissuto esperienze straordinarie, acclamato sulla scena, scrittore celebrato, cantante e autore di centinaia di brani e sempre di successo. Eppure, mi dice, il suo bisogno di tranquillità capita si faccia sentire, un desiderio di concentrazione. Allora torna qui, cammina per le vie della nostra cittadina, saluta la gente, osserva, mentre va a casa continua a pensare. E poi è di nuovo pronto: per creare.

About the author

Presentatore di programmi tv e radiofonici, pittore, professore d’arte (anche se non ha mai voluto insegnare, troppo artista per costringere gli altri in regole codificate). E’ stato art director di grandi aziende e direttore artistico di importanti Gallerie a Milano, Roma e provincia, ha esposto in tutto il mondo e la sua esperienza lo porta da sempre a condurre o ideare eventi culturali di rilievo. E’ l’editore di Hinterland – il Free press del Nord Est.

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