Monica Vitti cammina lungo una strada quasi vuota. Dietro gli alberi si alza il Fungo, con quella sommità tonda che sembra uscita da un film di fantascienza. Siamo a Roma, all’EUR, e il film è L’eclisse. Un edificio che conosciamo cambia carattere appena Antonioni lo mette dentro un’inquadratura.
Poco distante, Federico Fellini trasforma un prato in un campo di battaglia fra un moralista e il cartellone pubblicitario di Anita Ekberg. Anche qui siamo all’EUR, ma l’aria è già diversa: c’è colore, c’è confusione, c’è Peppino De Filippo che vorrebbe rimettere in ordine un mondo molto poco disposto a obbedirgli. L’EUR al cinema merita una passeggiata proprio per questo: gli edifici rimangono riconoscibili, mentre ogni regista trova un modo diverso di abitarli.L’eclisse: camminare insieme a Monica Vitti
Nel film di Michelangelo Antonioni del 1962, Vittoria lascia Riccardo e si avvicina a Piero, agente di borsa interpretato da Alain Delon. Per seguire questa relazione bisogna guardare anche dove i due si incontrano, come attraversano una strada, quanto spazio rimane fra un corpo e una facciata. Il quartiere occupa le immagini con una presenza che si avverte anche nei momenti in cui sembra non accadere nulla.

Il Fungo compare nella zona di via dell’Antartide; in un’altra inquadratura Vitti avanza verso la macchina da presa e sullo sfondo si riconosce il Palazzo dello Sport. Sono immagini nelle quali vale la pena soffermarsi sugli alberi, sui margini della carreggiata, sul rapporto fra la figura umana e le costruzioni. L’EUR conserva ancora spazi che sembrano aspettare qualcuno, quasi che il quartiere stia prendendo le misure alla vita che dovrà entrarci.
La costruzione più radicale arriva nel finale. Antonioni torna sui luoghi dell’appuntamento e lascia che siano le strade, gli oggetti e il passaggio delle persone a occupare il racconto. Con il quartiere abbiamo ormai una familiarità tale da sentire l’assenza di chi dovrebbe esserci. È uno dei motivi per cui, dopo L’eclisse, anche un incrocio può diventare una tappa di un itinerario cinematografico.

Fellini, Peppino e un cartellone troppo grande
Nello stesso 1962 esce Boccaccio ’70. Fellini firma l’episodio Le tentazioni del dottor Antonio, con Peppino De Filippo nei panni di Antonio Mazzuolo, custode assai zelante della pubblica decenza. Il problema si materializza davanti alle sue finestre: un enorme cartellone di Anita Ekberg che invita a bere latte. Basta il sorriso della donna perché Antonio cominci a perdere la propria compostezza.
Il cartellone si trova lungo viale Shakespeare. Nel fotogramma di apertura, il prato si riempie di curiosi e il protagonista sembra piccolo persino prima che Fellini cominci a giocare con le dimensioni della sua ossessione. Gli spazi larghi dell’EUR consentono al regista di allestire questa commedia come uno spettacolo all’aperto: la gente si raccoglie, guarda, prende posizione, mentre Antonio cerca di far valere la propria autorità.
Il film passa anche dal laghetto e dalla scalinata dei Santi Pietro e Paolo. Di notte arriva la trasformazione più fantastica: la donna del manifesto prende vita, gigantesca, e il Palazzo della Civiltà Italiana entra nel paesaggio del suo inseguitore. Quegli archi illuminati, così regolari, accompagnano una fantasia che di regolare ha ben poco. Guardando queste scene si capisce quanto Fellini potesse trovare stimolante un quartiere capace di assomigliare a una scenografia già pronta.

I luoghi dei film e la mostra sui 90 anni
Per ritrovare queste immagini nel quartiere si possono scegliere il Fungo e la zona del Palazzo dello Sport, oppure il laghetto e il Colosseo Quadrato. I luoghi sono distribuiti in aree diverse: conviene decidere quali vedere, soprattutto se si vuole abbinare la passeggiata a una visita alla mostra. Sono inoltre esterni che nel tempo hanno cambiato aspetto; gli alberi cresciuti, i nuovi edifici e il traffico modificano ciò che entra nel campo visivo.
Il confronto più interessante sta proprio lì. Si guarda un fotogramma, poi si cerca il punto da cui il regista ha scelto di mostrarci una strada. A volte il riconoscimento è immediato, altre bisogna fermarsi su un dettaglio. Per orientarsi nelle singole inquadrature di Antonioni, la raccolta di confronti di Reelstreets affianca ai fotogrammi alcune fotografie dei luoghi.
Dal 6 novembre 2026 al 7 febbraio 2027, EUR – Una storia lunga 90 anni dedica spazio anche al cinema all’interno del percorso di Palazzo Uffici. Nel nostro articolo sulla mostra per i 90 anni dell’EUR trovi sede, orari e informazioni per la visita. I documenti e i film offrono due occasioni per tornare sulle stesse architetture, portandosi dietro qualche immagine in più.
Da un quartiere di Roma ai set di Mentana
La ricerca può continuare fuori dall’EUR, fino a Mentana. Roberto Tomassini ha raccolto su RomaStorie una panoramica dei film girati a Mentana dagli anni Cinquanta: piazza San Nicola, il borgo, le strade e gli edifici del paese attraversano pellicole come Il carabiniere a cavallo e L’esorciccio.
Il collegamento fra i due percorsi nasce dal piacere di riconoscere un posto e accorgersi di quello che il cinema ne ha fatto. All’EUR le geometrie moderne diventano inquietudine o fantasia; a Mentana il borgo presta i propri spazi a epoche e storie differenti. Riguardare un film con questi luoghi in mente è già un buon motivo per tornarci. E una passeggiata, la volta dopo, può far venire voglia di rivedere il film.
Fonti e immagini. Scheda e analisi di Archivio Antonioni; scheda e location di Italy for Movies; confronti fotografici di Reelstreets. Fotogrammi di L’eclisse: diritti dell’opera ai rispettivi titolari, provenienza indicata nelle didascalie. Fotogrammi di Fellini: © Archivio fotografico della Cineteca Nazionale, Roma; selezione di Valentina Contessi, Elisabetta Chiarotti e Alessandro Andreini, via Italy for Movies.
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